Anche nel Regno Unito si diffonde il fenomeno “bamboccioni”

Traduzione tratta da un articolo apparso sulla BBC

Bethany Osborne ha lasciato la casa a 19 anni, ma ora, a 22 anni, è tornata nella casa dei suoi genitori a Romford, dove usa la lavatrice, mangia cibo dal frigo e guarda la TV sul conto Netflix di suo padre. Il tutto – non è un particolare – quasi a gratis.

Lavo le mie cose se arrivo per prima alla lavatrice. Ma mia mamma generalmente mi anticipa“, ammette.

La pila di vestiti sporchi non è solo sua. Ha anche una bambina di cinque anni e una di un anno (che vedete in foto, ndr).

“Comprare vestiti e cibo per bambini – a volte lo faccio”, aggiunge, ma la maggior parte delle volte è ancora sua madre ad anticiparla.

Circa un quarto dei giovani nel Regno Unito di età compresa tra 20 e 34 anni vive a casa: una cifra che, secondo l’Ufficio per le statistiche nazionali, è in costante crescita da 15 anni.

Molti “bambini adulti” che ritornano godono dei comfort di casa come pasti cucinati, un frigorifero pieno e le pulizie, senza dimenticare le bollette – che quasi sempre vengono pagate da mamma e papà.

Cosa spinge tanti ragazzi a tornare presso la casa in cui sono cresciuti? La voce da vedere si chiama “debito“: gran parte dei ragazzi inglesi si indebita fortemente per poter studiare alle università e, una volta terminati gli studi, molto difficilmente riesce a ottenere un lavoro che permetta di poter sostenere una vita agiata.

E così, riprendendo un costume italiano che si sta allargando in tutta Europa, sono i genitori a doversi sacrificare per ridurre l’incertezza e la precarietà delle vite dei loro figli.

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