Un signore, in campo e fuori

di Giuseppe Lupoli

Ci sono dei giocatori che non finiscono mai sulle prime pagine dei giornali, anche se giocano bene, ad alti livelli, per tanti anni. In un mondo calcistico (e non solo) dominato da immagine e social network, fa più parlare di se un selfie su una spiaggia dei Caraibi che un bell’intervento difensivo.

Emiliano Moretti è stato proprio questo; un bravo calciatore, dal buon rendimento per tutta la carriera, che però ha giocato in un periodo sbagliato per essere apprezzato fino in fondo, perché lui è stato tutta sostanza e serietà e non vuoto esibizionismo.

Poche settimane fa ha lasciato il calcio giocato, dopo ben 601 partite da professionista e dopo sei stagioni al Torino, vissute in tarda età, ma da protagonista.

Durante il periodo in granata, è riuscito anche ad esordire in Nazionale a ben 33 anni (record di anzianità di un esordiente in maglia azzurra).

Il difensore romano ha giocato in tante squadre (Lodigiani, Fiorentina, Juventus, Modena, Bologna, Valencia e Genoa), riuscendo anche a vincere trofei importanti: una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, una Coppa di Spagna, una Supercoppa Europea e con l’Under 21 un Campionato Europeo ed un Bronzo Olimpico.

Dal punto di vista tecnico è stato uno dei migliori difensori italiani per oltre un decennio; bravo in marcatura, abile nell’area avversaria e bravissimo ad impostare l’azione con un sinistro educatissimo.

Quello che colpisce di un giocatore come Moretti, che ha giocato tanti anni in piazze importanti, è il fatto che non si ricordano suoi interventi scomposti in campo o maleducati al di fuori.

Personaggio serio e schivo è sempre stato in prima fila per eventi benefici e disponibile con i tifosi.

In poche parole, Emiliano Moretti è stato un esempio per tanti giovani suoi colleghi. Infatti, soprattutto a fine carriera il suo impegno per reggere il confronto con compagni ed avversari molto più giovani di lui era ulteriormente aumentato.Oggi, non vedremo più questo grande difensore giocare, ma il suo approccio in campo e fuori andrebbe raccontato agli aspiranti calciatori ed a tutte quelle persone che pensano che la sostanza venga dopo la facciata.

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