Nel mondo “senza tempo” di Roberto Agagliate

Intervista a Roberto Agagliate di Giacomo Giglio

Scrivo musica per immagini, giro cortometraggi e scatto fotografie. A volte faccio le tre cose con questo ordine, a volte in modo sparso.

Un film-maker, un visionario, un fotografo, un musicista: sono tante le anime di Roberto Agagliate, eclettico professionista e – soprattutto – persona di rara umanità ed erudizione. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare meglio il suo ultimo progetto fotografico, ospitato interamente su Fine Art America

Domanda: Il tuo progetto fotografico affronta il tema della “dittatura del tempo” che oggi attanaglia la nostra società. In particolare, vorrei iniziare ad analizzare con te una prima foto dal titolo evocativo: “Dante’s clock”.

Il girone infernale del tempo è così spietato che si meriterebbe un nostro sdegnoso silenzio, se non fosse per il fatto che, forse, il tempo Chronos è in parte il risultato di un difetto della nostra Coscienza. Anzi altro che un difetto: in realtà non sappiamo nulla sulla ‘nostra Coscienza’, e quindi non sappiamo nulla sul Tempo. Così camminiamo lungo una linea di instanti, con un passo da forzati, un secondo ogni secondo, e deambuliamo senza testa, senza pensarci, anzi con un nebbione attorno al collo, in modo che sia tutto ancor più incomprensibile.

Domanda: “C’è un’immagine che ha un titolo che è quasi un manifesto della nostra epoca: “No time for me”

‘Non sprecate tempo per me’. Non fatelo proprio, se avete in testa solo quel tempo lì (il tempo dell’Occidente). Anche se nessuno ha la più pallida idea di che cosa sia il tempo suddiviso dalle lancette, il sistema di potere, oggi, sa bene come adoperarlo, e non gli importa molto di definirlo. Gli basta vedere gli effetti che esso fa sulle menti degli esseri umani. La ‘Macchina del Tempo’ esiste e non fa viaggi. Semplicemente lo ‘insegna’ ai bambini e alla fine del processo ha prodotto uomini ‘conformi’, con un quadrante al posto della testa e la fretta incorporata in ogni loro fibra.

Domanda: “C’è uno scatto, Dream, che ha un significato forse ottimistico. Puoi spiegarcelo?”

“Si con Dream volevo dire che in realtà il Tempo potrebbe essere un po’ diverso, almeno per qualche istante, se solo si riuscisse a saltar giù dal ‘Tempo-Metropolitana’ dove puoi solo andare avanti, per trovarsi almeno in un Tempo-Circolare, che non è un granché ma è sempre meglio del Tempo-Rettilineo. Più bello sarebbe trovarsi in un Tempo-Area, che si espande e si contrae secondo la tua Coscienza. Ancor meglio un Tempo-senza-Lancette. I bambini a volte entrano in un Tempo-giochiamo-che-Io-ero e talvolta anche in ‘Una-volta-non-lo-sapevo-fare-ma-adesso-sì… Sono tutti Tempi-più-larghi e hanno qualcosa in comune con il Tempo-dei-Sogni-e-delle-Fiabe. Loro sì che sono belli.”

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