Il vortice polare ha provocato 21 morti negli Stati Uniti

Fonte: Corriere della Sera

Il gelo che ha investito gli Stati Uniti centrali, con temperature più fredde di alcune zone polari, ha già provocato oltre 2mila voli cancellati e 21 morti, secondo quanto riporta il «New York Times». Tra le vittime, uno studente dell’University of Iowa, trovato morto fuori dalla sua casa a Detroit, un ex membro del consiglio comunale di Ecorse, trovato morto in Michigan, e un anziano di 82 anni, morto per ipotermia fuori dalla sua abitazione in Illinois. A Chicago, invece, un 75enne ha perso la vita dopo essere stato investito da uno spazzaneve. Nel Midwest le autorità invitano a non uscire di casa, se non per necessità, per il rischio di congelamento nel giro di cinque minuti. Nell’area di Chicago la temperatura percepita ha toccato i -50°C a causa del vento. «È tutto causato dallo stratwarming, il riscaldamento improvviso della stratosfera», spiega Salvatore Pascale, ricercatore in scienze atmosferiche all’Università di Princeton.

Il tweet (sbagliato) di Trump

La cosa non è intuitiva. Di certo non lo è per Donald Trump, che ha fatto un tweet chiedendo che fine abbia fatto il global waming(con errore di ortografia incluso). I meteorologi spiegano quanto sta avvenendo con la rottura del vortice polare causato dallo stratwarming. «Un forte riscaldamento della stratosfera si ripercuote dopo alcune settimane sulla parte inferiore dell’atmosfera (troposfera), alterando e indebolendo il vortice polare, la depressione centrata sul Polo che gira in senso antiorario», prosegue lo studioso italiano. «Di conseguenza il vortice sviluppa “lobi” che favoriscono la discesa di aria polare e viceversa la risalita di aria più calda fino al Polo».

Il vortice polare

Quando un lobo è molto pronunciato, il vortice può rompersi e interessare per diversi giorni le medie latitudini. Già l’inverno scorso negli Usa si era verificato un fenomeno simile con temperature di -40°C. Eventi paragonabili risalgono al 1963 e al 1985. L’intrusione, il mese scorso, di una massa di aria calda che è risalita nell’Artico ha provocato la situazione attuale ma, nota Pascale, «fa parte della normale dinamica dell’atmosfera delle medie latitudini, anche se recenti studi suggeriscono che con il veloce riscaldamento dell’Artico e la scomparsa della banchisa ghiacciata il vortice polare possa indebolirsi e sviluppare più di frequente questi grandi meandri. Ma su questo non c’è ancora unanimità tra gli scienziati».

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