Non sprecare un solo secondo

martina
In foto: Martina sorridente, accanto alla propria famiglia
di Giacomo Giglio

 

La storia di Martina, 19 anni, morta per un tumore cerebrale e ricordata in un post social da Tiziano Ferro, interpella la pochezza delle nostre esistenze: com’è possibile che debba essere un tumore, come afferma magistralmente Tino, il padre della ragazza, a farci intendere che “a 52 anni capisci che hai corso una vita dietro a cose che non contavano niente“?

La nostra guerra quotidiana, quella che combattiamo contro il tempo, è un vaso di Pandora: ogni mattina scoperchiamo un pentolone colmo di stress, ansie da competizione, paranoia e sindrome da accerchiamento. Spesso, finiamo addirittura con volgere il nostro lontano dalla famiglia: quanti genitori escono a stento una o due volte all’anno a prendere un gelato con i figli? Quante famiglie a tavola preferiscono il silenzio al dialogo? Quanti amici litigano per motivi futili? Quante volte trascuriamo le persone che contano davvero nella nostra vita?

Dopo l’infausta diagnosi, i genitori di Martina hanno preso una decisione radicale: hanno cominciato a viaggiare il mondo con la figlia e con il figlio, cosa che mai avevano fatto prima. Godere ogni momento, uscire dal guscio degli impegni quotidiani, imparare a dare importanza al tempo che passa, essere meno attenti anche al budget pur di avere una vita vivida e significativa.

Purtroppo, gli stimoli che ci arrivano dall’esterno sono quelli di una paranoica ricerca delle perfezione, che spinge fin da piccoli a bruciare le tappe, a essere i primi in tutto e a non far mai trasparire i propri sentimenti, perchè “altrimenti ti prendono per un debole”. Così facendo, diventeremo via via sempre più ciechi e appiattiti, la nostra esistenza diventerà una vacua routine fatta di appuntamenti serali, tweet d’ordinanza e finti sorrisi da esibire al momento giusto.

Molto più difficile, ma anche molto più significativo, è invece guardare in faccia la nostra umanità – il fatto che il nostro tempo sulla Terra è limitato – e goderci ogni singolo momento. Come faceva Martina.

 

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