La nuova capitale italiana: Berlino

Berlino

di Giuseppe Lupoli

 

A scuola ci hanno insegnato che la capitale italiana è Roma. Nella “Città Eterna” si dovrebbero prendere le decisioni più importanti, riguardanti il nostro Paese,  in ambito politico ed economico. Senza essere degli esperti di Costituzione o dei politologi, questo è un ragionamento che sembra scontato.

Forse non lo è, perché, in età repubblicana, non è mai stato del tutto così. Fino alla caduta del Muro di Berlino, le ingerenze atlantiche furono piuttosto forti, per il “pericolo” del comunismo; ed anche oggi,sembra che la nostra sovranità non goda di ottima salute, anche se le pressioni esterne arrivano dal Vecchio Continente.

 

Le elezioni del  4 marzo hanno portato alla ribalta due movimenti “contro”; i Cinque Stelle e la Lega ma, ormai, le possibilità di un governo giallo-verde sono tramontate. Prima il curriculum vitae del Presidente del Consiglio incaricato Conte e poi la nomina del Professor Savona al Ministero dell’Economia hanno fatto saltare tutto.

 

I mercati ed i nostri partner europei, sicuramente, non hanno agevolato la situazione. I Paesi più forti dell’Unione Europea, con Macron in testa, sono sembrati scettici sulla nascita del nuovo Governo. Qui sorge un problema; perché andiamo a votare, se poi ciò che la maggioranza sceglie deve passare il vaglio di politici esteri che non sono eletti da noi?

 

Allora, dovremmo andare nella cabina elettorale pensando di mettere la crocetta sui partiti che sono appoggiati dal volere di Parigi o di Berlino? Che idea strana della democrazia…

 

I paesi pienamente sovrani, come la Francia e la Germania, non credo sopporterebbero influenze esterne, soprattutto da parte di un Paese del Sud Europa, come l’Italia. Anche perché quando questi due Paesi hanno aiutato le loro imprese e le loro banche, non mi sembra che l’Italia si sia permessa di “mettere becco”.

 

Reputo che questo caso possa diventare un pericoloso precedente ed, inconsciamente, possa condizionarci come cittadini nella nostra libera scelta, quando andremo a votare. Bisogna spiegare ai nostri vicini europei che, in democrazia, governa chi prende più voti alle elezioni, anche se il premier di turno non è loro particolarmente vicino e non li asseconda in tutto. Purtroppo per loro, la democrazia è un sistema di governo che, etimologicamente, significa “governo del popolo” e, nel caso in analisi, bisogna chiedere il parere a quello italiano.

 

La globalizzazione ci ha tolto, in molti casi, lavoro ed economia e, negli ultimi anni, è in pericolo anche la nostra sovranità. Se Berlino vuole, oltre il Parlamento italiano, può anche far traslocare lo Stato Vaticano, così potrà capire cosa vuol dire avere dei “vicini di casa” un po’ invadenti.

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