Mattarella firma la capitolazione alla Germania

mattarella

 

Quando, ieri sera, il presidente Mattarella si è presentato di fronte alle telecamere per annunciare che, a causa della presenza nella lista dei ministri di Paolo Savona (“colpevole” di aver espresso dei dubbi sulla tenuta dell’euro), l’Italia è entrata ufficialmente in uno stato di protettorato garantito (o, per meglio dire, imposto) dalla Germania e dalle istituzioni europee.

Il voto degli italiani, per ammissione stessa della più alta carica dello Stato, è divenuto un qualcosa di ovviabile: la sovranità vera ormai appartiene “ai mercati” e allo spread, non certo al povero cittadino illuso che ancora deposita la propria scheda nell’urna. Paolo Savona, poichè sgradito alla stampa tedesca, è stato messo alla porta. E ora Mattarella convoca al Quirinale mister Cottarelli, da sempre gradito alle istituzioni di Bruxelles.

Ancora una volta, l’Europa – fantomatico sogno diventato nella concreta realtà un ircocervo burocratico senza anima, monopolizzato dagli interessi dell’alta finanza e dei mercati finanziari – ha mostrato all’Italia il suo volto meno umano e più genuinamente antidemocratico.

 

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