Anche loro sono “messi” male

argentina

di Giuseppe Lupoli

 

Mancano meno di due mesi ai Mondiali russi e dalle ultime amichevoli di fine marzo, si possono cogliere alcune indicazioni con una certa sicurezza. L’Italia, che è un “cantiere aperto” e non parteciperà a questo grande evento, ha evidenziato contro Argentina ed Inghilterra la sua pochezza non solo nella fase difensiva, ma soprattutto in quella offensiva. 

Le big europee e sudamericane hanno giocato scontri di vertice ed alcune hanno fatto delle buone gare, anche al di là dei risultati, come il Brasile che, oltre ad avere, come spesso gli è accaduto nella sua storia, un grande attacco, oggi possiede anche una linea difensiva compatta. La Francia ha tanto talento – come non si vedeva da anni – e la Germania, campione in carica, fa sempre paura a tutti. Il Portogallo possiede, nel complesso, una buona squadra ed un campione, come Cristiano Ronaldo, decisivo più che in altri periodi della sua prestigiosa carriera. Un outsider potrebbe essere l’Uruguay che, oltre ai soliti noti, ha scoperto, tra gli altri, un talento come il genoano Laxalt che ha bloccato, nella Coppa di Cina, un giocatore come Gareth Bale. Infine, l’Inghilterra, che non ha brillato né contro l’Olanda, né contro l’Italia, spera con le giovani “leve” di fare, finalmente, un buon torneo.

 

Una partita, però, ha fatto scalpore: Spagna-Argentina 6-1. Le Furie Rosse hanno evidenziato la pochezza difensiva, e non solo, di una nazionale che, da più di un decennio, sembra sempre pronta a vincere il Mondiale ma poi resta con niente in mano. Senza Messi, gli argentini hanno vinto facilmente contro l’Italia, addormentando il gioco, per poi segnare nel secondo tempo. Contro una fortissima Spagna, non c’è stato nulla da fare. La nazionale iberica sembra di molto superiore a molte concorrenti e ha avuto un ricambio generazionale che non ne ha fatto scendere la qualità tecnica. 

L’Argentina, a cui mancavano diversi giocatori, tra cui il suo campione, è sembrata, però, troppo debole al confronto con un’altra big. Higuain senza Messi non è riuscito ad essere pericoloso e, in questa situazione, la pressione sul fuoriclasse del Barcellona cresce ulteriormente.  

A Messi manca solo la Coppa del Mondo, per superare definitivamente il “fantasma” di Maradona ed entrare nel cuore di tanti argentini, che lo sentono poco vicino al paese sudamericano, essendo lui cresciuto in Spagna. Quest’anno, però, la squadra intorno a Lionel non sembra all’altezza del suo capitano, che arriva a questi Mondiali nel pieno della sua maturità, al momento che potrebbe essere giusto per alzare il trofeo.

Come si suol dire: “Mal comune, mezzo gaudio”. Da italiani possiamo dire che anche se vanno ai Mondiali, in modo diverso ed ad altri livelli dai nostri, anche gli argentini sono “messi” male.

 

 

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