Gac Arcobaleno: quando i matti aiutano i cosiddetti sani

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di Giacomo Giglio (foto a cura di Glenda delle Noci, volontaria presso il Gac)

 

Tra poche settimane – esattamente il 13 maggio – l’Italia celebrerà i quarant’anni dall’approvazione della legge Basaglia: una storica norma che, lo ricordiamo, permise al nostro Paese di distinguersi come uno dei primi al mondo in cui le orribili strutture di detenzione per i cosiddetti pazzi – i manicomi – fossero chiuse d’imperio.

Anche se l’odierna società è per molti versi peggiore di quella in cui viveva Basaglia, benché viviamo in un ambiente dominato dall’individualismo e (sovente) da una falsa beneficenza verso gli emarginati, capita invece che la vita ci metta di fronte una realtà di vera integrazione, come l’Associazione Arcobaleno onlus, che da anni segue uno slogan semplice, ironico e radicale: “i matti aiutano i sani”.

Eccomi quindi alla Casa del Quartiere, crocevia multietnico della città, in un pomeriggio tiepido di inizio primavera, a parlare con Fabrizio Ritorto, coordinatore e facilitatore del progetto “Gac Arcobaleno” (Gac sta per acronimo di Gruppo d’Acquisto Collettivo). “Siamo nati undici anni fa con un progetto in Barriera di Milano e poi siamo approdati qui alla Casa del Quartiere, una realtà dinamica che ci ha accolto subito benissimo. Concretamente, il nostro è un progetto di consumo consapevole e critico: le famiglie che aderiscono al Gac non solo hanno diritto ad acquistare beni alimentari biologici e di qualità, ma fruiscono anche della tutela legale e consulenziale prestata dal Movimento Consumatori.  La nostra è una scommessa: non solo sui ragazzi con disagio psichico, ma anche sui territori e sulle persone. Il cibo può diventare davvero – al di là della retorica – un collante sociale e un’opportunità preziosa d’integrazione”.

Mentre discutiamo, sul tavolo vengono scaricate verdure a foglia larga, finocchi, fagiolini, arance, banane e quant’altro. Il Gac, infatti, interviene nella fase di confezionamento, distribuzione e consegna; a monte, vi è un sistema integrato di cooperative agricole contraddistinte da certificazione biologica e riunite sotto la cooperativa TerraTerra. Il consumatore può facilmente selezionare il proprio ordine sulla piattaforma online, approntata da TerraTerra, per poi successivamente ritirarlo negli spazi appositi (vale a dire la Casa del Quartiere o all’Alma Mater in via Norberto Rosa) ad orari prestabiliti.

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Il Gac è un’esperienza d’acquisto solidale

Ad accogliere le famiglie ci sono proprio i ragazzi, soci dell’Associazione Arcobaleno. “Questa esperienza mi fa davvero star bene”: Gianluca, sguardo da ragazzo e chiacchiera fluviale, non sta nella pelle e racconta ogni dettaglio della complessa macchina organizzativa che sta dietro la consegna del cesto all’utente finale. L’Asl – ci spiega – assegna un certo numero di borse lavoro da 12 ore alla settimana: il monte ore è volutamente basso, perché l’obiettivo è quello di aiutare più ragazzi possibile. Il lavoro è diviso nettamente in due fasi: da un lato la fase della pesatura e del confezionamento del cibo, dall’altro il trasporto e la consegna ai soci. Impegnarsi in concreto, aggiunge Luca, è un qualcosa che ti dà soddisfazione, soprattutto dopo anni di inattività forzata. Esci dal guscio, volente o nolente. Socializzazione: ecco la parola magica che può aiutarci (cosiddetti normali e matti) a mettere i piedi fuori dalle secche di un tempo arido.

Quando ritorno a casa penso a due cose. Innanzitutto, mi viene in mente un verso di Alda Merini, “la follia ci visita almeno due volte al giorno”: quante volte ho pensato, in maniera distratta, che il disagio psichico fosse qualcosa di lontano da me, quante volte parlando tra amici si fa ironia sulla pazzia? Mi rendo conto di aver sbagliato, mi rendo conto di persona che la malattia psichica è un qualcosa di sottile e di onnipresente, che facciamo finta di non vedere per esorcizzare.

Infine, penso a come acquistiamo oggi il cibo: grandi spazi di cemento dove ammassiamo cataste di alimenti dalla qualità dubbia; viviamo nell’epoca d’oro dei discount e dei grandi ipermercati, dove a farla da padrone è il prezzo a scapito di tutto. Arricchiamo la grande distribuzione e penalizziamo i produttori. In questo meccanismo c’è qualcosa di veramente illogico e (paradossalmente) potremmo dire che la vera follia si rintraccia nel nostro sistema economico e sociale. Grazie a realtà come il Gac Arcobaleno, tuttavia, un barlume di speranza all’orizzonte risplende ancora.

Per maggiori informazioni:

 

Gac Arcobaleno

Gac Arcobaleno – Pagina Facebook

Cooperativa TerraTerra

Movimento Consumatori Piemonte

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