Intervista ad Antonino Asta

asta

a cura di Giuseppe Lupoli e Nicolò Venturen

 

 

Link all’intervista-video: Intervista Antonino Asta 

 

Antonino Asta, detto Tonino (Alcamo, 17 novembre 1970), è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Inizi

Cresciuto nel settore giovanile dell’U.S. Aldini U.N.E.S., viene dirottato alla S.S. Seguro San Giorgio, società di Seguro di Settimo Milanese che all’epoca militava in Prima Categoria, dove gioca per tre anni fino all’Under 18. Viene ceduto al Corbetta, dove gioca per tre stagioni esordendo in prima squadra in Promozione, massimo livello regionale. In seguito viene ceduto all’Abbiategrasso. Da lì passa poi Saronno, con un contratto da due milioni di lire al mese,[3] squadra con cui viene ripescato in Serie C2. È la prima esperienza fra i professionisti, periodo in cui Asta lavora ancora al bar di famiglia vicino a Milano.[4] Dopo il ripescaggio in Serie C2 la squadra vince immediatamente il campionato, venendo così promossa in Serie C1. Rimane complessivamente al Saronno per tre stagioni. Passato al Monza, vince il campionato in Serie C1, e l’allenatore Luigi Radice, ultimo tecnico capace di vincere uno scudetto con il Torino, lo segnala alla società granata che dopo averlo visionato lo acquista dopo che l’ala ha conquistato con i brianzoli la promozione in Serie B nella stagione 1996-1997.

Torino

Arrivato nel Torino, all’inizio del campionato non è titolare. La situazione cambia dopo l’arrivo in panchina di Edy Reja al posto dello scozzese Graeme Souness; la squadra svolta e inizia una rimonta che la porta nelle ultime giornate del campionato ad essere tra le prime quattro in classifica. Perde la promozione allo spareggio contro il Perugia. Nella prima stagione Asta colleziona 28 presenze in campionato e 3 in Coppa Italia.

La stagione successiva l’allenatore è Emiliano Mondonico, che lancia definitivamente Asta come esterno destro e a fine stagione arriva la promozione in Serie A. Le presenze in campionato di Asta sono 33, condite da 3 gol. L’esordio nella massima serie avviene il 28 agosto 1999 contro il Bologna, partita che termina 0-0. A gennaio viene ceduto in comproprietà al Napoli, dopo aver disputato 8 partite in campionato più 2 in Coppa Italia. In Campania gioca 15 partite segnando due reti e contribuendo così alla promozione in Serie A dei partenopei. A fine stagione i granata risolvono a proprio favore la comproprietà vincendo alle buste per 105 milioni di lire. Alla guida della squadra c’è Gigi Simoni, e Asta inizialmente viene lasciato in disparte dal nuovo tecnico. Dopo l’arrivo dell’allenatore della Primavera Giancarlo Camolese, ad ottobre, Asta diviene capitano e i granata risalgono dall’ultimo posto al primo. A fine stagione le presenze sono 31 in campionato con 4 reti che portano punti pesanti (in particolare lo scontro diretto in casa contro il Piacenza, risolto dal capitano nei minuti finali della partita); gioca anche tre partite in Coppa Italia dove il Torino viene eliminato negli ottavi di finale dal Milan. Decisivo per la promozione in Serie A, nella successiva stagione in massima serie arriva per Asta la convocazione in Nazionale; poi, nel derby di ritorno, si infortuna[2] alla caviglia dopo un contrasto con Edgar Davids. Rientra nelle ultime giornate di campionato con il Torino che ottiene la qualificazione all’Intertoto. In totale ottiene 25 presenze. Il giocatore lascia il Torino nell’estate del 2002 dopo che la società non gli ha rinnovato il contratto.

Palermo

Nel 2002 accetta la proposta di Maurizio Zamparini, Presidente del Palermo, squadra con cui firma un contratto triennale. Rimane fuori dai convocati per le prime partite a causa del suo ritardo nella preparazione atletica, rientrando in campo nella partita persa per 2-1 in trasferta contro il Messina il 15 dicembre 2002 (16ª giornata).[7]

Il 7 giugno 2003, nella partita-spareggio giocata a Lecce e decisiva per la promozione in Serie A, Asta viene colpito alla caviglia a metà secondo tempo, ma la squadra ha finito i cambi così il giocatore rimane in campo fino alla fine della partita. Finisce 3-0 per i salentini e il Palermo conclude il campionato al quinto posto. La successiva diagnosi parla di rottura dell’astragalo della caviglia destra.[1][8] Il recupero è complicato e lungo, così dopo sei mesi dall’infortunio il Palermo gli manda una raccomandata che lo informava della rescissione del contratto “per giusta causa”, a un anno dalla scadenza naturale del contratto, commentando tramite l’allora direttore sportivo Rino Foschi: «Asta è stato sfortunatissimo, ma queste sono le regole di qualsiasi azienda».[9][10] Inizia così un contenzioso con la società siciliana,[11] poi vinto a distanza di anni dal giocatore, che non gli permetterà più di tornare a giocare a calcio.[senza fonte] Asta si ritira quindi ufficialmente alla fine della stagione 2003-2004, conquistando la quarta promozione in Serie A, senza scendere comunque mai in campo visto che lo stop è stato superiore all’anno.

Nazionale

Viene convocato da Giovanni Trapattoni per l’amichevole pre-Mondiali 2002 contro gli Stati Uniti, vinta per 1-0 il 13 febbraio 2002 a Catania, con rete di Alessandro Del Piero. L’allenatore gli consegna la maglia da titolare con il numero 7, e poi lo sostituisce nell’intervallo dopo averlo fatto debuttare a 31 anni. Sarà questa la sua unica presenza in Azzurro.

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...