Una colonia italiana

Monaco

di Giuseppe Lupoli

 

Sarà che il confine italiano dista poco più di dieci chilometri o sarà che da decenni i ricchi e i famosi italiani vengono a vivere e a portare i propri ingenti capitali in questo angolo dorato di Costa Azzurra, ma non c’è squadra estera che abbia avuto e abbia tutt’oggi un’influenza italiana così forte, come il Monaco. 

La squadra di questo piccolo Principato che nel 1960 vide la sua maglia strisciata trasformarsi con una diagonale, rara nel mondo del calcio, per volere della Principessa Grace Kelly ha, in diversi periodi, lottato per titoli importanti con le “grandi” di Francia, come Bordeaux, Olympique de Marseille, Paris Saint Germain e Saint Etienne ed anche, in ambito internazionale, con le compagini più blasonate d’Europa.

 

Al Monaco è passato, a gennaio, uno dei più grandi talenti italiani degli ultimi anni, Pietro PellegriIl giovanissimo attaccante genovese e genoano è andato all’estero diventando il calciatore sedicenne con il cartellino più pagato di sempre. Anche la Juve ha dovuto arrendersi di fronte alle cifre faraoniche offerte dalla squadra monegasca che, da sempre, punta molto sui giovani.

 

Questo caso, però, non è l’unico di un giocatore italiano che va a giocare a Montecarlo. Come non ricordare ad esempio Di Vaio, Panucci, Roma, Marco Simone fino ad Andrea Raggi che, da anni, è un veterano della squadra bianco-rossa. Ci sono stati anche diversi casi di allenatori italiani, dai lontani anni Cinquanta con Angelo Grizzetti, agli anni Duemila con Guidolin, Ranieri, il “figliol prodigo” Marco Simone o come Deschamps che, pur essendo francese, ha maturato molta esperienza all’interno dei nostri confini, sia come giocatore che come mister.

 

Senza parlare degli stranieri che hanno giocato sia in squadre italiane che nel Monaco. Alcuni scoperti e fatti crescere in Costa Azzurra e poi passati nel Belpaese: campioni come Henry e Trezeguet e meteore come Kondogbia, oppure con il percorso al contrario, giocatori del calibro di Chevanton e Glik.

 

Vedendo la storia di questa società affiorano in modo evidente i legami con l’Italia. Nel Principato non abbiamo solo portato ricchezze, ma anche giocatori ed allenatori che, in alcuni casi, si sono distinti per gli ottimi risultati raggiunti, rendendo il Monaco, con le dovute proporzioni, una equipe molto più “italiana” di alcune formazioni che militano  nel nostro campionato.

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