Buffon: ritirarsi o non ritirarsi? Questo è il dilemma

Buffon

di Giuseppe Lupoli

Ritirarsi o non ritirarsi? Questo è il dilemma. E’ meglio ritirarsi all’apice della carriera, come fece Greta Garbo, o prendere questa difficile decisione quando gli altri fanno notare che è giunto il momento?

 

Gigi Buffon ha esordito in Serie A il 19 Novembre 1995, nella partita Parma-Milan, con la maglia della squadra emiliana. Era un’altra Italia ed un altro mondo; il Presidente della Repubblica era Scalfaro, a Palazzo Chigi c’era Dini, il Papa era Giovanni Paolo II, i telefonini non erano ancora diffusi e, due settimane prima della partita, era stato assassinato il premier israeliano Rabin.

 

Quel giorno, tanti giocatori che adesso militano in Serie A non erano ancora nati. Buffon, nella sua lunga carriera, ha visto passare davanti alla propria porta tre generazioni di giocatori, da quelli che hanno vissuto il passaggio dal gioco a uomo al gioco a zona, la sua e quella successiva. Basti pensare che nel Milan, quella sera, giocava in difesa un certo Franco Baresi, che aveva esordito in Serie A nel 1978: un’altra era geologica, calcisticamente parlando.

Buffon ha fatto la storia del ruolo del portiere; a livello italiano, solo Zoff ha segnato un’epoca come lui. In questi vent’anni, ho avuto la fortuna di vedere allo stadio tanti estremi difensori di alto livello, italiani e stranieri, da Peruzzi a Pagliuca, da Cech a Van Der Sar, passando per un campione del mondo come Taffarel. Nessuno di questi è riuscito a “stare sulla breccia” tanti anni come il portiere bianconero. I più giovani che ho potuto ammirare, come Donnarumma e De Gea. sono ancora lontani dal suo pedigree.

 

Negli ultimi mesi, Buffon ha dimostrato qualche incertezza e spesso questo aspetto viene evidenziato dai suoi detrattori, che evidenziano la sua età avanzata come causa di in fisiologico calo nelle prestazioni in campo. A gennaio, le primavere sono diventate quaranta e l’obiettivo di  raggiungere Paolo Maldini, primatista di presenze in Serie A, in questo campionato non è più possibile. Vincere la Champions League con la Juventus è l’altro grande sogno del portiere carrarese, che dalla competizione continentale ha avuto tanti dolori e poche gioie.

 

Per ogni calciatore, il ritiro è difficile. Questo passaggio significa chiudere un capitolo sentimentale iniziato da bambini. E’ ancora più arduo per un “monumento” su cui però, le ragnatele rischiano di rendere più opache le imprese lontane.

 

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