“Colpa di Amazon e affitti”…così muoiono le librerie

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Fonte: La Stampa

L’ultima libreria a chiudere i battenti sarà la Borgopò di via Ornato 10, che il 24 febbraio abbasserà la saracinesca dicendo addio al quartiere. La titolare, Liliana Maina, getta la spugna dopo sette anni: «Ad aprile diventerò mamma – spiega – e non essendo in grado di assumere qualcuno che prenda il mio posto, ho deciso di andare via». Lo dice a malincuore, perché dal 2011 ha gestito l’attività presente da trent’anni nel borgo, imparando a memoria i gusti dei clienti e intuendo quelli futuri. «In questi ultimi mesi – dice – non ho trovato altre soluzioni economicamente percorribili». L’arrivo di un bebé si è aggiunto ai problemi che accomunano la maggior parte delle librerie torinesi, a cominciare dai margini di guadagno molto ridotti.

 

LA CONCORRENZA

«Poi c’è la concorrenza di Amazon e il caro affitti – dice Andrea Bertelli, presidente provinciale del Sil, sindacato librai indipendenti della Confesercenti – La gente legge sempre meno e manca una politica che investa nella promozione della lettura». In diversi quartieri della città i segnali non sono incoraggianti. In Borgo San Paolo solo nello scorso mese le chiusure sono state due. La prima è della libreria Capo Horn, in via Vincenzo Lancia. All’interno gli scaffali sono ancora pieni, ma l’attività è chiusa da gennaio. «È un dispiacere, siccome era l’unico presidio in questi isolati. Speriamo davvero che qualcuno la riapra», raccontano i residenti. Il quartiere ha dovuto salutare anche una delle sue storiche rivendite: la Belgravia di via Monginevro 44, aperta dagli Anni 80. Non è un vero e proprio addio, perché i gestori hanno un secondo punto vendita più grande, in via Vicoforte 14. Ma la scelta di chiudere è stata «necessaria per riqualificare tutta l’offerta commerciale – dice il titolare Luca Nicolotti -. Abbiamo trasformato lo spazio in un centro culturale».

 

ALLE VALLETTE

Tra gli annunci di chiusura che hanno fatto più rumore, c’è senza dubbio quello dell’unica libreria delle Vallette, la TrepuntoZero Genesi, secondo alcuni testimonianza di una cultura che non poteva sopravvivere in periferia. Il titolare, Stefano Cambroni, aveva parlato dell’intenzione di gettare le spugna per le spese troppo alte e i pochi clienti. A stretto giro, il Comune e la Regione si sono proposte di aiutarlo, insieme ad Atc, che ha proposto alcuni dei suoi locali commerciali in una parte più frequentata del quartiere. Da marzo Stefano potrebbe tentare una nuova scommessa. Non è così per la libreria Millennium, in corso Dante 45, che a novembre ha chiuso definitivamente la saracinesca dopo 30 anni di attività. La crisi non c’entra: «Negli ultimi tempi ho avuto diversi problemi di salute – dice Stefania Rossetti, l’ex titolare -, che mi hanno impedito di seguire l’attività e di mantenerla in vita».

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