Elezioni politiche: perchè è molto probabile che nulla cambierà.

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Paolo Gentiloni, ex primo ministro pronto a rientrare dopo il 4 marzo?

di G.G.

Mancano solamente 31 giorni alle elezioni del 4 marzo: un mese nel quale, c’è da scommetterlo, le maggiori forze politiche in campo (centrodestra, centrosinistra, Movimento Cinque Stelle) dispiegheranno in campo tutto il loro potenziale al fine di conquistare la sospirata maggioranza numerica in entrambe le Camere.

A causa della legge elettorale Rosatellum – approvata (lo ricordiamo) proprio sul finire della scorsa legislatura con il voto favorevole di Pd, Forza Italia e Lega Nord – le possibilità che una delle tre principali forze in competizione possa farcela sono praticamente nulle.

Il Rosatellum, infatti,  è un legge ibrida che implica due terzi di proporzionale e un terzo di maggioritario; in sostanza, è una legge “spuria” che da un lato premia il voto d’opinione (proporzionale) e dall’altro favorisce il radicamento territoriale (la parte maggioritaria). Proprio a causa della sua architettura, la legge sembra costruita a tavolino in modo da non far vincere nessuno: centrodestra e Movimento 5 Stelle, più forti nella parte proporzionale, tendenzialmente soffrono invece le sfide nei collegi uninominali (il M5s in special modo al Nord, il centrodestra invece al Sud); il centrosinistra, a sua volta, è tendenzialmente più forte  nei collegi uninominali, in cui può schierare anche figure molto note (si pensi ad esempio al caso di Lucia Annibali, candidata a Parma), ma quasi sicuramente soffrirà nel voto proporzionale, dato che il Partito Democratico appare in forte difficoltà nel consenso popolare.

Inutile dire che, a meno di un exploit imprevisto dei 5 Stelle su tutto il territorio nazionale, o di uno sfondamento del centrodestra anche al Sud, la situazione sarà quella di un Parlamento “impiccato”; probabilmente, il centrodestra avrà una quota di 290 – 300 seggi, secondo le simulazioni più recenti: un bottino soddisfacente, ma non sufficiente per governare. Centrosinistra e Movimento 5 Stelle si spartiranno il resto, più una sparuta pattuglia di deputati e senatori facenti parte del nuovo partito capeggiato da Pietro Grasso, “Liberi e Uguali”.

A quel punto, magari su pressioni internazionali provenienti dall’Unione Europea e dai mercati finanziari, l’Italia ancora una volta potrebbe essere costretta a varare un esecutivo “del Presidente” – vale a dire sponsorizzato da Sergio Mattarella – che, con tutta probabilità, avrebbe l’appoggio sia del centrodestra sia del centrosinistra. Un esecutivo magari guidato da Gentiloni, o dall’ex ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. E, ancora una volta, come ci insegna la gattopardesca storia italiana, tutto potrebbe cambiare affinchè nulla cambi…e dovremmo ringraziare la legge elettorale.

 

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