Storie di vita vissuta: la storia di Gabriele

di Giuseppe Lupoli

 

Gabriele è il classico “ragazzo della porta accanto” e ha dei modi di fare rassicuranti e gioviali. Racconta la sua storia con piacere e inizia parlando della sua formazione scolastica. E’ laureato in Giurisprudenza, ma pensa che sia stato molto importante ciò che ha imparato nei primi anni di studio, alle elementari ed ha ancora dei ricordi molto vividi di ciò che ha appreso all’epoca. Infatti, afferma che quelli sono gli anni in cui bisognerebbe investire molto per migliorare l’offerta scolastica oggi esistente. Ad esempio, facendo studiare più approfonditamente una lingua straniera.

Gabriele afferma con decisione che due esperienze che veramente hanno segnato positivamente la sua vita sono state lo sport ed il volontariato svolto all’estero, in Romania ed in Spagna. Queste “attività di gruppo”, come lui le definisce gli hanno insegnato diversi aspetti che ad oggi sta trovando utili nel lavoro e nella vita di tutti i giorni: lavorare in gruppo, conoscere persone con vissuti diversi dal proprio, eliminare alla radice la diffidenza per il “diverso”, non avere preconcetti e “cavarsela” nei momenti critici.

Tramite il lavoro di squadra si impara anche a muoversi in autonomia e crescere come persona. Gabriele, nel corso del suo appassionato discorso, afferma questo concetto, che sembra un paradosso, con convinzione. Una persona può crescere mettendosi al servizio di un fine comune, uscendone arricchito e più abile anche nelle situazioni in cui dovrà “muoversi” da solo.

Questo giovane uomo afferma con serenità che, fin da bambino, non ha avuto un sogno da inseguire, dal punto di vista lavorativo ma, senza “aver un percorso fisso già tracciato”, ha sempre cercato di capire liberamente “dove poter andare” con la mente “aperta”. Oggi, dopo aver studiato per diversi anni inglese, gli piacerebbe fare, un giorno, un’esperienza all’estero, in istituzioni internazionali.

Gabriele, con il suo modo di raccontare affabile, divulga la sua forma mentis: una voglia di crescere non imperniata sull’egoismo ma, bensì, sul desiderio di collaborazione e di stare bene con gli altri.

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