Il più umano tra i fenomeni

di Giuseppe Lupoli

Se nell’arte è fondamentale non solo “aggiungere” ma anche “togliere”, anche nel calcio quest’aspetto ha la sua importanza. Infatti, Don Andres Iniesta da Fuentealbilla si può definire un artista del calcio, proprio per la sua capacità di “togliere” ciò che è superfluo al suo calcio tecnicamente superiore alla media, ma che non è mai caratterizzato da un dribbling o da una finta di troppo. Ogni gesto tecnico, che viene svolto (egregiamente) dal fuoriclasse spagnolo è utile allo sviluppo dell’azione ed agli obiettivi della squadra. La filosofia di gioco di Iniesta è la seguente: un colpo tentato non deve essere fine a se stesso, deve essere provato solo quando è utile e non deve servire a dimostrare agli altri la proprio bravura. Se basta un passaggio di prima, questo grande centrocampista – nonostante le sue capacità calcistiche fuori dal comune – non tenta un colpo più “scintillante”. Gli “svolazzi”: Andres Iniesta li lascia volentieri agli altri, sia nel Barcellona che nella Spagna.

Il capitano culé, da più di un decennio, incanta il pubblico di tutto il mondo con il suo gioco. La tecnica sopraffina gli permette di superare tutti, anche chi è più veloce, più grintoso o più alto di lui. Iniesta, con il suo fisico “normale”, riesce a destreggiarsi anche nelle situazioni più intricate, come quando risolse l’atto finale dei Mondiali del 2010.

Ha vinto tutto, dai Mondiali agli Europei, a tutto ciò che con un club si possa conquistare, basti pensare agli otto campionati spagnoli ed alle quattro Champions League. Il suo essere corretto e mai sopra le righe lo rende un giocatore rispettato e stimato anche dagli avversari. Le standing ovation nei campi avversi non si contano più, basti pensare all’ultima, in ordine di tempo, riservatogli dai tifosi della Juventus.

Uno dei suoi soprannomi è “l’Illusionista”, proprio per la capacità, con pochi movimenti, di nascondere il pallone all’avversario di turno. Da sempre, gioca con dei fenomeni, ma lui con la sua semplicita’ e naturalezza non è da meno, anzi dimostra di avere uno stile personale nel mostrare la propria straordinarietà. Proprio questo sua caratteristica colpisce, l’essere il più umano tra i fenomeni del calcio mondiale. Nonostante la sua carriera stia volgendo al termine, speriamo di goderci il suo calcio così “naturale” ma esteticamente bello, ancora per un bel po’ di tempo.

 

 

 

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