L’Everest, ovvero lo strano caso della montagna con troppi scalatori

scritto dalla Redazione 

 

Scalatori soli, non vedenti e doppi amputati sono stati banditi dall’arrampicarsi sull’Everest secondo nuove regole che il ministero del turismo nepalese ritiene possano ridurre il numero di morti sulla montagna.

I cambiamenti hanno provocato critiche dall’ambasciatore statunitense in Nepal e da un ex soldato Gurkha che pianificava di scalare la vetta dopo aver perso entrambe le gambe in Afghanistan.

Le nuove regole sono state discusse per un mese e sono state implementate questa settimana, hanno riferito i funzionari nepalesi al Times dell’Himalaya.

I climber individuali dovranno essere accompagnati da una guida alpina e i lavoratori in quota che accompagneranno le spedizioni alla sommità potranno ricevere i certificati di permesso solo ai  sensi delle nuove norme.

Un limite superiore di 76 anni suggerito per gli scalatori – per il quale le associazioni alpine nepalesi avevano esercitato pressioni dopo la morte di uno scalatore di 85 anni a maggio – non è stato attuato, ma il governo ha mantenuto il divieto di scalatori sotto i 16 anni.

L’Everest una volta attraeva solo alpinisti d’élite, ma poiché il costo relativo dell’ascesa verso la montagna più alta del mondo è diminuito, ecco allora che l’Everest ha attirato un numero record di aspiranti alpinisti, compresi molti dalla Cina e dall’India.

Gli scalatori esperti hanno sollevato la preoccupazione che la montagna stia diventando pericolosamente sovraffollata e che nuove compagnie con standard di sicurezza più bassi si siano affrettate a riempire la domanda nel mercato.

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