Ophelia: inedito uragano “europeo”

Fonte: Il Post

 

Lunedì prossimo parte dell’Europa occidentale potrebbe essere raggiunta da ciò che rimane di Ophelia, il decimo uragano a essersi formato tra estate e autunno nell’Atlantico. Di solito gli uragani si formano più a ovest, a partire dalla zona dei Caraibi e risalgono poi verso nord lungo la parte orientale degli Stati Uniti. Talvolta invece accade che grandi perturbazioni si formino nell’Atlantico orientale, portando tempeste e forti piogge anche in Europa. Ophelia è attualmente un uragano di categoria 2 (su 5), ma a differenza di quanto era stato ipotizzato nei giorni scorsi, se arriverà a lambire qualche stato europeo lo farà come tempesta e non come sistema tropicale, che sarebbe stata una cosa senza precedenti per l’Europa.

Il percorso seguito finora da Ophelia è comunque insolito, ma era già successo qualcosa di simile. Nel 2006, per esempio, l’uragano Gordon portò venti forti e molta pioggia nella parte occidentale del Regno Unito, anche se ormai era stato declassato a tempesta. Al momento il rischio più alto è per l’Irlanda, che potrebbe essere interessata da forti piogge e venti intensi a partire da lunedì, quando Ophelia dovrebbe essere diventato una tempesta extratropicale. L’uragano sta infatti perdendo potenza man mano che si sposta verso nord e incontra acque più fredde, che per via della minore evaporazione alimentano meno il ciclo che porta alla produzione del grande sistema nuvoloso.

Ophelia è comunque l’unico ciclone (perché un uragano è un tipo di ciclone) a essersi sviluppato così a est nell’Atlantico dal 2009, secondo i calcoli di Philip Klotzbach, meteorologo e studioso degli uragani presso la Colorado State University, negli Stati Uniti. Il Centro Nazionale per gli Uragani statunitense ritiene che Ophelia manterrà almeno la categoria 2 per l’inizio del weekend, e poi dovrebbe perdere ulteriormente potenza. Il fatto che abbia mantenuto la sua forza più a lungo del solito è dovuto alla temperatura dell’acqua, al di sopra della media anche nei settori più a nord dell’Atlantico.

 

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