La Catalogna: storia di un popolo che non dimentica la Storia

di Giacomo Giglio

 

Spesso noi crediamo che la Storia sia un orpello del passato, un qualcosa di cui oggi possiamo fare a meno, presi come siamo dalla frenesia di una società ove più che mai dominano il consumo immediato e il potere del denaro.

Tuttavia, non sempre è così, e la vicenda della Catalogna è molto esemplificativa. La Catalogna è la regione più ricca della Spagna e il suo capoluogo, Barcellona, è una delle città più visitate al mondo – ne abbiamo avuto tragica testimonianza il 17 agosto scorso, quando un camion-ariete guidato da un attentatore ha ucciso e ferito decine di turisti assiepati nelle famose Ramblas.

Apparentemente, una regione baciata dalla fortuna. Tuttavia, le cicatrici storiche sono un fardello che difficilmente si può superare: la Catalogna o, per meglio dire, una buona parte dei catalani, non ha mai digerito la “sottomissione” politica a Madrid. Fin dall’11 settembre 1714 – il giorno della Diada, data in cui la Catalunya perse la sua autonomia a favore del regno borbonico – Barcellona ha vissuto una convivenza difficile con il governo centrale.

Una convivenza difficile che divenne scontro militare aperto durante la guerra civile spagnola (1936-1939), allorquando la Catalogna divenne la culla del repubblicani, che combattevano contro il generale Franco. Gli anni del franchismo (un lungo trentennio che si chiuse nel 1975) furono segnati da un’amarezza profonda per i catalani, costretti a rinunciare all’uso della loro lingua e vessati da un regime che considerava la Catalogna come un avamposto della ribellione.

Dopo il crollo del regime, Madrid ha via via riconosciuto sempre maggiore autonomia alla Catalogna, ma il risentimento è rimasto sottotraccia ed è esploso chiaramente dopo lo scoppio della crisi finanziaria. Barcellona pretendeva una maggiore autonomia fiscale (anche per quanto riguarda la riscossione dei tributi), ma il governo centrale ha sempre nicchiato.

L’indipendentismo, rinfocolato anche da una classe politica catalana talvolta non priva di scrupoli, ha attecchito con grande facilità, specie tra le giovani generazioni e ora, tra pochi giorni, esattamente l’1 ottobre, il referendum più discusso di sempre potrebbe tenersi…Madrid farà di tutto per ostacolarlo ma, si sa, i catalani non facilmente abbassano la testa.

 

 

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