Che brutta av(Ventura)!

 

di Giuseppe Lupoli

 

L’Italia è stata sconfitta nettamente dalla Spagna, nella partita più importante delle Qualificazioni Mondiali ai Mondiali di Russia 2018 e dovrà andare agli spareggi. La superiorità della squadra di Lopetegui è risultata evidente, per tutta la partita ed in ogni zona del campo. Il nostro CT, Gian Piero Ventura, è stato subito subissato di critiche per il suo modulo, il 4-2-4, che, secondo i detrattori, avrebbe agevolato, di molto, gli abili palleggiatori spagnoli a centrocampo.

Penso che anche con un altro modulo, l’Italia avrebbe perso comunque. La squadra di Iniesta e compagni è, in questo momento, la nazionale europea più in forma e pericolosa – insieme alla Francia – della nuova generazione rappresentata da MBappe, oltre la Germania Campione del Mondo in carica. La qualità delle “Furie rosse” era veramente superiore alla nostra perché alla vivacità dei giovani fenomeni, Isco e Asensio, si è unita l’esperienza internazionale di gente come Ramos e Silva. Essere battuti dai migliori non è così sconvolgente e bisognerebbe anche iniziare ad essere un po’ sportivi e dare merito ai vincitori e non incolpare un selezionatore che, come impone il suo ruolo, può solo scegliere il meglio che la sua nazione, in quel momento gli può dare. Né più, né meno.

Ventura, in questo anno da ct, ha dimostrato coraggio nel far esordire le giovani leve e nel cercare di dare un’impronta propositiva al gioco azzurro, cambiando il tipo di gioco di Antonio Conte che viveva più di battaglie difensive e folate offensive; un gioco più all’ “italiana”.

L’esperto allenatore genovese ha le sole colpe di non avere mai allenato una squadra tra le milanesi e la Juventus e di non essersi fatto notare alcuni anni prima. Sembra che queste “lacune” non lo aiutino molto nel rapporto con la stampa e con i tifosi. Però, bisogna ricordare che ha fatto crescere molti giocatori, nelle sue esperienze di club; a Pisa allevò Cerci, a Bari Bonucci e Ranocchia e al Torino Immobile.

La nostra Nazionale ha dei bravi giovani, come Belotti e Bernardeschi, che sono ormai, da qualche tempo, nel giro della Nazionale. Ventura ha imposto titolare Spinazzola che, fino a pochi mesi fa, nessuno conosceva. Guardando il nostro campionato, sembra che molto altri possano, con il tempo, arrivare ad esordire in maglia azzurra. Basti pensare ai figli d’arte Chiesa e Di Francesco, al terzino del Torino Barreca o al difensore atalantino Caldara. Ci sono anche nomi di giocatori che sembravano promettere molto, ma sono usciti un po’ dai radar, come Caprari, Murru, Verre o non sono ancora entrati, definitivamente, in Nazionale come Simone Verdi. Di scelta sembra che ce ne sia molta per il futuro.

Cerchiamo di non essere un popolo di ct, ma bensì di appassionati che accettano, sportivamente, le eventuali sconfitte e che fanno lavorare una persona seria che non si atteggia a personaggio. In troppi campi, politica in primis, abbiamo seguito (ciecamente), il fenomeno di turno.

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